A Mutoko si lavora senza sosta

Proseguono i lavori a Mutoko. Ogni giorno impegnate circa 17 persone tra le fondazioni per il fotovoltaico, le nuove sale operatorie e il magazzino. L’architetto Giovanni Arcangeli, in loco per supervisionare i lavori, ci aggiorna sull’andamento dei lavori.

6 marzo 2019

Stagione delle piogge

Questa dovrebbe essere la stagione delle piogge. In effetti… Oggi è il primo giorno di “quasi pioggia” che porta un po’ di sollievo dopo il caldo africano di questi primi 10 giorni.

Il mercoledì delle ceneri porta la Quaresima e quindi, in armonia con il periodo, ci svegliamo senza acqua nelle case. Non tutto il male viene per nuocere, spirito positivo.

Mi ricordo così che devo apprezzare tutti i giorni quello che abbiamo.
Chissà Marilena qui, ogni giorno, 20/30 anni fa. Senza acqua, senza elettricità, senza comunicazioni. Una donna. Una grande donna.

Alle 7:00 già sui cantieri

Controllo i getti delle fondazioni del fotovoltaico. I ragazzi zimbabwani sono già lì. Vestiti da operai oggi, con la tuta da lavoro, non come ieri in abiti “civili”.
Hanno preso il lavoro sul serio, capiscono forse che può esserci un futuro in questo.
Sembra il concretizzarsi di una speranza.

Poi alle sale operatorie. Qui i ragazzi zimba stanno già facendo intonaci e scavi. Mi ricordo ieri sera alle 21:00, dopo 14 ore di lavoro. Il ragazzo più giovane non riusciva più a spingere la carriola con il cemento. Due banane in corpo e una Pepsi Cola che gli avevo portato. Troppo poco per chiunque. Un saluto, un sorriso e un “c’mon“. Sono bravi, ci credono, si meritano tutto il nostro impegno.

Alle 8:00 l’ingranaggio funziona in ogni sua parte. Al fotovoltaico si lavora con Massimo, detto “Cesare” e Iknow (strani nomi qui in Zimbabwe) che coordinano quattro ragazzi. Nelle sale operatorie altri sei, al magazzino, in due sistemano la pompa della nuova lavatrice e in tre verniciano le porte che andranno nelle sale. 17 persone che lavorano in contemporanea e io e Kaseke che cerchiamo di avere tutto sott’occhio.

E così fino al tardo pomeriggio. Sento che il meccanismo è oliato. L’armonia c’è, la voglia di imparare molta, per tutti.

Domani sarà un’altra giornata piena

Arriverà il container in cui andrà posizionato il nuovo sterilizzatore per i rifiuti ospedalieri, posizionata e collegata la lavatrice nuova, il getto dei pilastri del fotovoltaico, le porte da sistemare e tanto altro.

In fondo ci sentiamo parte di un progetto e orgogliosi di farne parte, così come ne fanno parte tutti quelli che sostengono questo piccolo grande ospedale.

Ci viene a visitare una ragazzina operata in Italia, parla in italiano, è gentile, carina, vestita bene. Ha la visita in ospedale con il dottor Bronzetti, il cardiologo letterato che ogni sera a cena ci stupisce con citazioni dotte. E ‘sto pensiero strano che mi passa in testa… “Se non sono strani non li vogliamo qui”.

Bisogna essere un po’ pazzi o sognatori per crederci davvero in questa cosa che stiamo facendo. Fuori tira il vento nel buio africano… Lontano tuona.

 

Arch. Giovanni Arcangeli