Cuori e braccia da Savignano a Mutoko

Si concluderà il prossimo weekend l’esperienza dei sei volontari giunti dalla Parrocchia di Castelvecchio (Savignano) a Mutoko per dare supporto all’architetto Arcangeli.

Si tratta di Mario Pazzaglia, Emanuela Vincenzi, Massimo Paganelli, Laura Lelli, Giampaolo Gobbi e Massimo Magnani, giunti all’Ospedale Luisa Guidotti (nella foto insieme al dottor Gabriele Bronzetti, cardiologo di Bologna che ha portato in Italia tre bambini all’interno del progetto Caritas “Operazione Cuore”).

In queste due settimane, divisi da Arcangeli in tre gruppi hanno lavorato con i ragazzi zimbabwani tra sala operatoria, impianto fotovoltaico e il nuovo sterilizzatore donato dalla ditta Newster.

A pochi giorni dalla partenza, gli è stata chiesta una riflessione a 12 mani sull’esperienza che sta volgendo al termine.

Le riflessioni dei volontari

“Sicuramente entusiasmante poter raccontare di partire per una missione in Africa ad aiutare un amico… Quanta presunzione nel credere di essere utili… Vivere invece quotidianamente con loro, arricchisce la nostra consapevolezza di non essere migliori, ma anzi di essere stati sommersi dal troppo, perdendo di vista l’essenziale.

Gli sguardi curiosi e sinceri, i sorrisi dei bambini, gli immancabili saluti di tutti, ci hanno fatto sentire a casa.

Abbiamo faticosamente raggiunto gli obiettivi prefissati e organizzati da tempo con la partecipazione di tante persone che hanno voluto avviare questa realtà, ma l’obiettivo più vero, a cui desideravamo lavorare, è quello di voler aiutare questo meraviglioso popolo a prendere consapevolezza della loro potenzialità e a credere che il futuro è nello loro mani.

Grazie di cuore a tutti!”

L’allegra compagnia di Castelvecchio

Anche metà secchio è sufficiente

8 marzo 2019

Il venerdì sera il nostro DNA europeo ci avvisa che è finita la settimana lavorativa e domani inizia il meritato riposo. Qui non funziona proprio così e, nonostante la stanchezza, domani sarà una giornata lavorativa.

I lavori proseguono secondo programma, anche se la stanchezza si fa sentire e non sempre fila tutto liscio. Alzare l’asticella dello stress è la mia specialità, così metto tutti alla prova secondo la teoria: “finché tutto va bene siamo tutti belli e bravi, è quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare” (Giovanni Belushi cit.).

Piccoli imprevisti

Le tensioni vengono comunque assorbite e, non ho ancora capito perché, qui tutto magicamente (magia o provvidenza? Ai posteri l’ardua sentenza) torna al proprio posto. Cosicché un container precipitato dove non doveva viene sistemato, le porte verniciate sistemate, e i due “Savignan Boys” che si auto bloccano nel bagno per smontare una porta (che se la ride sotto i baffi) viene sfondata a spallate e poi aggiustata.

Insomma non sempre tutto fila liscio, ma siamo in Africa e dobbiamo avere la capacità di adattarsi e di fare riemergere quegli istinti di sopravvivenza primordiale che avevamo dimenticato.

Bicchiere mezzo pieno?

… E allora la corrente che va e viene, l’acqua che non c’è, ci fanno capire che se prima potevi usare un secchio d’acqua per fare la doccia, ora ti rendi conto che anche metà secchio è sufficiente. Sarà da qui che è nato il detto del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, anche se quel mezzo pieno è il secchio con cui si lavano i pavimenti.

Ma qui le persone sono tutte sorridenti.
…..E ti accorgi che stai bene, quando tua moglie ti avvisa che sono arrivate due raccomandate e improvvisamente ti ricordi che esiste anche il mondo del secchio mezzo vuoto che nel ricco Occidente riempiamo di avvisi di ricezione, password, PIN, PUK, ID, bollette, convenzioni e cose inutili.

….E stasera si finisce di mangiare quel che c’è

Arch. Giovanni Arcangeli