Domenica o Sunday?

10 marzo 2019

La prima settimana per i “Savignan Boys” è terminata.

Dopo il venerdì di tensioni, il ritmo è leggermente calato e al sabato pomeriggio una gita “fuori porta” a Mutewa Mountain ci voleva.

Terminare la serata al Classic Bar di Kaseke con il Gogoon, è un “must” che porta allegria, anche se il parallelo con la grigliata Romagnola, non regge.

Inutile voler fare a tutti i costi dei paragoni

Per venire qui bisogna azionare quello switch on/off che permette di vedere e vivere le differenze.

Siamo in un altro continente, altre culture e se almeno per questi 15 giorni non si recide la corda che ci lega alla Romagna solatia, non si potrà apprezzare il paese delle pietre in bilico.

Il programma lavori è stato rispettato e oggi, giorno del Signore, non si lavora, mentre per “loro” è il giorno del sole, quindi si lavora.

Qui mentre qualcuno riposa, altri lavorano. È solo una piccola differenza di come vogliamo chiamare un giorno della settimana: Domenica o Sunday.

 

Arch. Giovanni Arcangeli

Anche metà secchio è sufficiente

8 marzo 2019

Il venerdì sera il nostro DNA europeo ci avvisa che è finita la settimana lavorativa e domani inizia il meritato riposo. Qui non funziona proprio così e, nonostante la stanchezza, domani sarà una giornata lavorativa.

I lavori proseguono secondo programma, anche se la stanchezza si fa sentire e non sempre fila tutto liscio. Alzare l’asticella dello stress è la mia specialità, così metto tutti alla prova secondo la teoria: “finché tutto va bene siamo tutti belli e bravi, è quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare” (Giovanni Belushi cit.).

Piccoli imprevisti

Le tensioni vengono comunque assorbite e, non ho ancora capito perché, qui tutto magicamente (magia o provvidenza? Ai posteri l’ardua sentenza) torna al proprio posto. Cosicché un container precipitato dove non doveva viene sistemato, le porte verniciate sistemate, e i due “Savignan Boys” che si auto bloccano nel bagno per smontare una porta (che se la ride sotto i baffi) viene sfondata a spallate e poi aggiustata.

Insomma non sempre tutto fila liscio, ma siamo in Africa e dobbiamo avere la capacità di adattarsi e di fare riemergere quegli istinti di sopravvivenza primordiale che avevamo dimenticato.

Bicchiere mezzo pieno?

… E allora la corrente che va e viene, l’acqua che non c’è, ci fanno capire che se prima potevi usare un secchio d’acqua per fare la doccia, ora ti rendi conto che anche metà secchio è sufficiente. Sarà da qui che è nato il detto del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, anche se quel mezzo pieno è il secchio con cui si lavano i pavimenti.

Ma qui le persone sono tutte sorridenti.
…..E ti accorgi che stai bene, quando tua moglie ti avvisa che sono arrivate due raccomandate e improvvisamente ti ricordi che esiste anche il mondo del secchio mezzo vuoto che nel ricco Occidente riempiamo di avvisi di ricezione, password, PIN, PUK, ID, bollette, convenzioni e cose inutili.

….E stasera si finisce di mangiare quel che c’è

Arch. Giovanni Arcangeli